Suisio, in breve
Suisio [suˈiːzjo] (Süìs [syˈis] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 3 801 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. È situato nell'Isola bergamasca, sulla riva sinistra del fiume Adda.
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Si sa per certo che i primi insediamenti stabili si verificarono in epoca Celtica e successivamente romana quando i conquistatori inserirono l'isola bergamasca nella circoscrizione territoriale denominata Pagus Fortunensis. In quel periodo storico il borgo, così come l'intera zona dell'isola, fu interessato da flussi commerciali e militari. Con il termine dell'impero romano Suisio fu soggetto alle incursioni Barbariche. Nel VI secolo la situazione politica si stabilizzò grazie all'arrivo nel paese dei Longobardi testimoniato da alcuni ritrovamenti Successivamente sul territorio irruppero i Franchi, i quali istituirono il Sacro Romano Impero e diedero vita al feudalesimo.
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Chiesa di Sant'Andrea: edificata nel XVIII secolo, è l'edificio che maggiormente caratterizza il territorio, considerata tra i maggiori esempi architettonici di quel periodo a livello provinciale. Possiede linee agili ed una struttura con pianta a croce latina, con al proprio interno alcune opere, tra le quali dipinti di Francesco Capella, Francesco Zucco, Federico Ferrari e Giovanbattista Riva, statue di Luigi Carrara e un crocefisso di Gaetano Peverada. La tradizione tramanda che questa chiesa venne edificata per volere dei capifamiglia locali, al fine di redimere le contese tra gli abitanti delle varie frazioni che si arrogavano il diritto di chiamare "parrocchiale" la loro chiesa.
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Suisio è nata decine di milioni di anni fa con la Terra stessa e, con essa, ha subito le medesime evoluzioni. Il paese poggia sulle rocce marine del Canto Basso e del monte Giglio. Quando la temperatura sulla Terra si abbassò di molto, sul pianeta si estese la copertura dei ghiacci e Suisio fu coperto da un antico ghiacciaio che arrivò fino a Monza. Più tardi, altri due ghiacciai orobici raggiunsero: il primo Carvico e scomparve nella piana di Calusco, il secondo si arrestò a Villa d'Adda. I ghiacciai, nel loro lento cammino, trasportarono qui massi di rocce e detriti, modellando le vallate e la pianura con terre rosse e ciottoli.
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