Foresto Sparso, in breve
Foresto Sparso [foˈrɛsto ˈsparso] (Forèst [foˈɾɛst] in dialetto bergamasco) è un comune italiano sparso di 3 127 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia.
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Il paese ha una storia antica avvolta dal mistero, anche a causa della sua posizione geograficamente un po' isolata, che non ha permesso di avere notizie antecedenti all'anno 1153, quando il comune viene citato per la prima volta nel documento precedentemente descritto. Si hanno invece notizie certe riguardanti il periodo medievale, quando il paese si trovò, al pari dei paesi limitrofi e delle località della vicina val Cavallina, al centro delle sanguinose dispute tra le opposte fazioni dei guelfi e ghibellini.
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L'edificio di maggior interesse artistico è senza dubbio la chiesa parrocchiale di San Marco in località Chiesa. Edificata nel corso del XIV secolo, subì numerosi rifacimenti nel corso dei secoli successivi, fino ad assumere le linee attuali nel corso del XVII secolo; è sede dell'omonima parrocchia afferente al vicariato di Predore, diocesi di Bergamo. All'interno sono presenti numerose opere tra cui spiccano le opere lignee, in primis il pulpito, di Andrea Fantoni e del padre Grazioso.
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Maschera tipica del paese è Grappino (ol Grapi'), un contadino, nonché contrabbandiere di grappa, di inizio novecento che gira l'Italia per vendere la "preziosa" grappa del Foresto, donando il ricavato della vendita ai poveri del paese.
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Il paese da sempre ha avuto un'anima prettamente rurale e, conseguentemente, le attività economiche sono state incentrate sull'agricoltura e l'allevamento. Nei secoli addietro erano rinomate le coltivazioni di pere che, dopo una veloce essiccazione, rappresentavano una specialità gastronomica del comune. Un'altra attività molto redditizia nei secoli passati è stata l'estrazione e la lavorazione della pietra cote, chiamata dai locali pietra molera, utilizzata per l'affilatura di utensili da taglio. Negli ultimi decenni è stata rivalorizzata la coltura della vite, che ha portato alla produzione di rinomati vini che assumono la denominazione di Valcalepio.
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Situato in una conca posta in una piccola valletta, bagnata dal torrente Uria, che si sviluppa perpendicolarmente alla Valcalepio, dista circa 29 chilometri a est dal capoluogo orobico. Il comune è l'insieme di ben nove frazioni, di cui la più grande è il borgo di Chiesa dove si trova il municipio e, appunto, la chiesa parrocchiale. Gli altri piccoli centri sono: Franzi, San Michele, Vallunga, Tremellini, Gafforelli, Oliva, San Giuseppe, Dosso dell'Era. Il comune fa parte della Comunità montana dei laghi bergamaschi.
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