Schilpario, in breve
Schilpario [skilˈpaːrjo] (Sscolpér [skulˈpeɾ] in dialetto scalvino, Sscilpér [skilˈpeɾ] o Sscilpàre [skilˈpaɾɛ] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 1 133 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia.
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L'origine del borgo, intesa come insediamento stabile, risale al periodo della dominazione romana, quando venivano utilizzate le grandi risorse minerarie di ferro e zinco presenti nella zona. Tuttavia pare che nella zona fossero già presenti piccole tribù di Galli Cenomani, come testimonia un masso, sito in località Pià Sèrsegn, che si pensa fosse utilizzato dai druidi per i riti magici. Non è però dato sapere se vi fossero insediamenti stabili o se la zona venisse utilizzata solo occasionalmente per tali riti. I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l'intera zona ai monaci di Tours.
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La chiesa parrocchiale, compresa nella Diocesi di Bergamo, è dedicata a sant'Antonio da Padova. Edificata nel XVII secolo in luogo di una precedente chiesa, è dotata di un campanile al termine del quale è posta una statua del santo patrono, nonché di opere pittoriche del Cifrondi e del Carpinoni, e di sculture di scuola fantoniana. Nella navata principale si può inoltre ammirare la statua raffigurante il cardinale Angelo Mai, nativo di Schilpario. Nel gennaio del 1820, anno in cui il cardinale trovò alcuni frammenti del De re publica di Cicerone, Giacomo Leopardi gli dedicò l'ode intitolata Ad Angelo Mai. Nel 2002, parte di quest'ode è stata incisa su pietra nella piazza principale, opera degli architetti Gualtiero Oberti e Attilio Stocchi.
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Il museo etnografico è stato istituito per preservare e rivalutare la storia, le tradizioni e la cultura delle genti di tutta la Val di Scalve. Grazie all'apporto di documenti, fotografie e oggetti legati alla vita rurale, si possono ricostruire la vita e i lavori degli abitanti nei secoli scorsi. Inoltre, essendo la struttura che ospita il museo posta a fianco del torrente Dezzo, è presente una ruota di mulino attivata dalle correnti dello stesso corso d'acqua che azionano il torchio e una macina per la lavorazione del frumento. Le miniere ristrutturate e messe a norma dopo la chiusura dell'attività avvenuta nel 1972, sono visitabili con visite guidate, una galleria in trenino e le altre a piedi.
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Situato in cima alla Valle di Scalve, fa parte della Comunità montana di Scalve. Posto all'estremo angolo nord-est della provincia, dista circa 65 chilometri da Bergamo ed è quindi il comune della provincia più distante dal capoluogo orobico.
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