Ranzanico, in breve
Ranzanico [ranʦaˈniːko] (Ransanìch o Ranzanìch [ɾanzaˈnik] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 1 217 abitanti situato in Val Cavallina, in provincia di Bergamo in Lombardia.
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Il primo documento scritto che riporta il nome del paese, la Charta Manifestationis di Aucunda, è datato 830 d.C. ed è stato redatto nel periodo storico caratterizzato dalla dominazione carolingia di Ludovico il Pio, figlio di Carlomagno: “… brinio quoque illo que abere visus fuit in brançanico cum omnia ad ipso brinio pertinente et portione sua de villade hec omnia sua portione ex integro quod est medietas judicavit in basilica sancti pancratii sita salsa…” Il territorio era già frequentato in era neolitica; recenti scavi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia hanno infatti portato alla luce in varie zone del crinale Monte Pizzetto - Monte Sparavera ceramiche e punte di selce riferibili a tale periodo storico;
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Risale al XIV secolo la costruzione della torre in pietra che sovrasta l'attuale piazza del paese e che, probabilmente, servì al controllo dei traffici sull'antica via di comunicazione che, da Bergamo (Via Bianzana) conduceva a Bianzano (passando sulla sponda orografica sinistra della bassa Valle Seriana e della Valle Rossa) e da qui continuava attraversando Ranzanico ed Endine Gaiano, per arrivare sino a Sovere, nella Valle Borlezza e alla successiva Val Camonica. La Torre fu costruita dalla nobile famiglia dei Fabii e, per questo, fu chiamata Turrim de Fabiis, la Torre dei Fabii;
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I Ranzanicesi vengono definiti come Gosatì o Patatì, a ricordo della malattia chiamata localmente gozzo e frequente negli abitanti dei paesi di montagna, come dimostrato dai tipici burattini bergamaschi "Il Giupì" e "La Margì". A volte, gli abitanti vengono chiamati anche "i Calivrù de Ransaních", (i calabroni di Ranzanico) a indicare un temperamento tutt'altro che docile. Per scoprire quali tra gli abitanti di Endine Gaiano e Ranzanico fossero i più malvagi, venne posto sul confine dei due paesi un palo che sorreggeva un pane bianco: la parte del pane che sarebbe annerita per prima avrebbe assegnato il verdetto. Purtroppo il pane divenne nero verso il paese di Ranzanico ed il Signore, per penitenza, mandò una grande pestilenza alla quale nessuno sopravvisse.
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Il territorio di Ranzanico è posto sulla sponda orografica destra dell'alta Val Cavallina, è esteso per 7,04 km² e si sviluppa a quote comprese tra i 337 m s.l.m., rilevati in corrispondenza della superficie del lago di Endine ed i 1.369 m s.l.m. rappresentati dalla vetta del Monte Sparavera. Il centro storico, “ol Volt” (l'alto) è situato a mezza costa su un terrazzo morfologico formatosi per il passaggio del ghiacciaio dell'Adamello durante le diverse fasi di glaciazione, ad una quota di circa 520 m s.l.m.
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