Brusaporto, in breve
Brusaporto [bruzaˈpɔrto] (Brüsa [ˈbɾyza] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 5 703 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Adagiato sugli ultimi colli della Val Cavallina, fa parte dell’hinterland bergamasco.
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I primi insediamenti umani che riguardarono il territorio comunale risalgono all'epoca preistorica, testimoniabili dai resti umani rinvenuti nella zona collinare del paese. Tale tesi è suffragata da analoghi ritrovamenti effettuati nei paesi limitrofi, che confermano il fatto che la zona si addiceva particolarmente alle condizioni di vita di quel tempo. Tuttavia per quanto concerne i periodi successivi, non ci sono arrivate documentazioni che potessero attestare l'esistenza di nuclei abitativi in epoca romana, tanto meno nei secoli ad essa seguenti. Il medioevo invece fu un periodo ricco di avvenimenti per il borgo. Il paese è citato nello statuto di Bergamo del 1331 e poi del 1333 diviso in due comunità con le denominazioni di Amberethe et Brusaporcho.
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Il castello è la struttura che maggiormente testimonia l'importanza della zona durante il medioevo posto sul colle Tomenone. Questo apparteneva all'importante famiglia bergamasca guelfa dei Rivola. Non fu mai occupato come residenza ma solo come baluardo di difesa. Posto sul colle che domina il borgo è chiamato anche Rocca del colle. Dell'originaria struttura, a causa delle devastazioni causate dalla lotta fra le due fazioni dei guelfi e ghibellini del 1380, dell'incuria e dell'usura causata dal tempo, è rimasta solo la cinta muraria. Fatto degno di nota per il paese: il 6 marzo 1956, un Mustang dell'Aeronautica italiana si schiantò contro il muro del lato ovest del castello, causando la morte del pilota, il ventiduenne sergente Mario Locatelli di Belluno.
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A partire dal 2007 viene organizzata annualmente una mostra di retrocomputing a carattere nazionale di computer, calcolatori e console di generazioni passate, che ripercorre la storia dell'informatizzazione, dalla "preistoria dell'informatica" ai giorni nostri.
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